Persone che lasciano il segno: Jella Lepman e “Un ponte di libri”

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Persone che lasciano il segno.

Ce ne sono, nelle vite di ciascuno di noi, di persone alle quali saremo grati per sempre. E ce ne sono di quelle che lasciano dei segni nelle vite di tutti. Una di queste è Jella Lepman. Donna il cui nome in Italia fa sobbalzare un po’ tutti, dal nord al sud, ma che invece per alcuni di noi è sinonimo di “costruzione di ponti di libri”, di “premi Nobel alla letteratura e alla illustrazione per l’infanzia”, è sinonimo di lungimiranza e determinazione. Di ironia, di grande cultura e di capacità, che ha messo insieme generali e ministri, scrittori e bambini per fare in modo che il mondo tornasse “nel verso giusto”.

Abbiamo pubblicato la prima volta la sua storia nel 2009 traducendola dall’inglese per una informazione sbagliata o perlomeno poco chiara. Ma un po’di mistero su Jella Lepman c’è sempre stato. La prima traduttrice italiana è stata dunque Ilaria Piperno, la ringraziamo qui oggi non solo per aver tradotto inconsapevolmente da un testo inglese piuttosto trasandato rispetto all’originale tedesco, ma anche per la passione che tutt’ora impiega per far conoscere questa storia, a cui tutti noi che crediamo nel valore dei buoni libri e della lettura teniamo tanto.

Sinnos ripropone oggi Un ponte di Libri, riprendendo il titolo originale, con la traduzione e la cura di Anna Patrucco Becchi che oltre ad essere una grande traduttrice da questa lingua (e non solo) è anche una profonda conoscitrice di Lepman e della sua storia, come capirete leggendo il libro.

Il segno lasciato da Jella Lepman è potente e stupisce che se ne parli e se ne sappia così poco in Europa.

Nel primo dopoguerra, tornata in Germania dalla quale era fuggita perché ebrea, intuisce che i libri per l’infanzia avrebbero ridato vita ad un paese che aveva perso qualsiasi capacità di pensiero, obnubilato dal nazismo che aveva ucciso non solo milioni di persone e devastato paesi, ma aveva bruciato libri negando l’accesso a un pensiero libero. E non solo i libri per adulti, anche quelli per bambini e ragazzi che per 12 anni avevano letto solo propaganda. Un lavaggio del cervello per impedire futuro.

Da una prima mostra internazionale del libro nel 1946 a Monaco arriverà alla fondazione della più grande Biblioteca per ragazzi del mondo, la Jugendbibliothek di Monaco e – non contenta – darà vita a IBBY – International Board on Books for Young People – perché si vigili e si progetti sulla educazione alla lettura e sulla diffusione di libri di qualità per l’infanzia. Jella Lepman ha tenacemente lavorato per permettere che le menti di bambini e ragazzi fossero nutrite e lo siano ancora: affinché mai più possa accadere quanto accaduto con il nazismo. Lepman credeva profondamente che la conoscenza tra popoli, tra culture potesse passare attraverso la letteratura, attraverso gli albi illustrati creando veri e propri “ponti di libri” tra i bambini che potranno e sapranno trovare soluzioni diverse alla distruzione e alle guerre, se cresciuti esercitando mente e cuore nel confronto con gli altri. I libri per questo sono straordinari strumenti. E attenzione a non incorrere nell’errore che lettura sia sinonimo di solitudine, di isolamento contrapponendoli ai cosiddetti social e a una rete che spesso ahimè è solo un megafono di semplificazioni se non la si sa governare. Leggendo Un ponte di libri comprenderete quanto i libri creino relazioni e azioni. Quelle che molti di voi fanno già a scuola, in biblioteca, in libreria: dove per fortuna ancora si può pretendere – se gli adulti che gestiscono queste istituzioni sono capaci e pensanti – di avere TEMPO.

Oggi leggere questo libro è quanto mai attuale. Viviamo in un momento storico in cui l’approccio ai problemi è semplificato, ridotto a poche parole d’ordine che dietro scarseggiano di riflessione. Non abbiamo tempo per fermarci a capire cosa stia accadendo e facilmente addossiamo la colpa ad altri per i problemi piccoli e grandi, le catastrofi e le diseguaglianze alle quali assistiamo. Molti di noi si sentono impotenti, molti di più si sentono arrabbiati.

Leggere questo libro significa prendere consapevolezza di quanto la politica, la crescita di democrazia abbia a che fare con la conoscenza. E di quanto l’ignoranza possa creare mostri.

Noi di Sinnos, insieme a magnifici compagni di strada che sono editori, insegnanti, librai, bibliotecari, cerchiamo da anni di fare del nostro meglio per darvi buoni libri e per sollecitare azioni legate alla lettura. A partire dalla nostra appartenenza a IBBY Italia, che sosteniamo con grande impegno. Per questo siamo orgogliosi di questa nuova edizione di Un ponte di libri, che abbiamo arricchito con materiale fotografico e con informazioni storiche legate a Jella Lepman ottenute grazi al lavoro di Anna Patrucco Becchi e della IJB.

Precede l’arrivo del libro a fine novembre in libreria, la mostra “Un ponte di libri” promossa da IBBY Italia e partita da settembre 2018: una mostra bibliografica che gira per le biblioteche pubbliche italiane e che vuole ricordare proprio la mostra internazionale del 1946 (trovate esposti i quaranta libri che costituirono il primo nucleo di esposizione) e la fondazione della Jugendbiblothek di Monaco.

La mostra si può ancora visitare fino al 31 ottobre a: Museo dell’Educazione a Padova; Istituto di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci Via di Maccarese, 38-40 (RM) – grazie alla Biblioteca dei Piccoli di Maccarese.

E a seguire: Biblioteca Europea, Via Savoia 15 Roma, dal 23 ottobre al 31 dicembre; Biblioteca Attiva Ariccia, Largo Savelli, 3, Ariccia RM dall’8 al 20 novembre; Istituto Comprensivo Torre Impietra Via di Granaretto grazie alla Biblioteca dei Piccoli di Maccarese.

Mentre la presentazione del libro a Roma in contemporanea con l’uscita in libreria è alla Biblioteca Europea di Via Savoia il 27 novembre alle 17,30, con Anna Patrucco Becchi, Della Passarelli e Elena Giacomin. Coordina Paola Balzarro, giornalista RAI.

Così ne parla su La 27esima ora Sabina Pignataro: Crescere con i libri per contrastare la cultura dell’odio. L’eredità di Jella Lempan