chi siamo

Libri che lasciano il segno.

Questo è il nostro progetto. Fin dagli inizi, con la storica collana I Mappamondi, che ha reso protagonisti i primi immigrati arrivati nel nostro paese (era il 1990), attraverso le loro storie di vita narrate in doppia lingua ai bambini italiani e stranieri che cominciavano a sedere agli stessi banchi di scuola. Ora quei bambini sono diventati adulti, che qui lavorano e studiano. Ma ancora oggi, per fortuna, il mondo è presente nelle nostre classi, una ricchezza che forse potremmo sfruttare meglio: molti di questi bambini e ragazzi sono nati qui, sono nostri cittadini e saranno anche loro il nostro futuro.

Negli anni, si sono aggiunte altre collane: tanti libri che lasciano segni, aggiungono senso, significato, immaginazione, punti di vista diversi. Per dare gambe forti al nostro futuro. Perché se il futuro sono i nostri ragazzi sta a noi adulti offrir loro tutti gli strumenti affinché possano crescere sapienti, capaci di pensare e immaginare, con menti libere.
E allora abbiamo voluto dire con chiarezza che le regole condivise sono indispensabili per crescere insieme. Abbiamo iniziato con Lorenzo e la Costituzione – che ha inaugurato la collana Nomos – e ancora non abbiamo smesso di spiegare e raccontare carte, statuti, normative.

Amiamo poi le storie, le fiabe, le leggende. Per narrarle scegliamo con cura non solo le parole – dando a volte testimonianza delle lingue d’origine – ma anche le immagini: tratti e colori, che sono un secondo linguaggio capace di raccontarle. Alcuni dei nostri albi hanno accolto i più famosi “personaggi-ponte”: protagonisti di avventure e storie che hanno viaggiato attraverso il mondo, lasciando qui e là le loro tracce, senza bisogno di passaporto!

Abbiamo cercato e trovato autori che sapessero raccontare storie con la vita dentro: avventure, difficoltà, emozioni mescolate ai valori che riteniamo importanti per crescere: solidarietà, accoglienza, amicizia, cultura, capacità di scegliere, di cambiare, di non arrendersi… Lo abbiamo fatto per i piccoli, con I narratori, e per i più grandi, con z()nafranca. E anche per i lettori “pigri” o con difficoltà di lettura, a cui abbiamo dedicato una collana e un font, leggimi!: perché leggere sia davvero un diritto per tutti.Non abbiamo dimenticato i piccolissimi: i nidi, che raccolgono filastrocche e canzoni tradizionali, che gli adulti possono leggererlo. Perché una delle cose più belle che si può regalare ad un bambino, anche piccolissimo, è il TEMPO di una lettura ad alta voce.
Ma c’è dell’altro. La Sinnos è nata in un carcere, nel 1990, un luogo rimosso, dimenticato – oggi drammaticamente sovraffollato – dove spesso si arriva per ignoranza. Forse è anche per questo che crediamo tenacemente nei libri e nella lettura. E per queste motivazioni/spinte che sono all’origine della nostra storia abbiamo dato vita a due progetti di promozione alla lettura: Le biblioteche di Antonio e I libri? Spediamoli a scuola!

dicono di noi

Tullio De Mauro dall’Introduzione alla collana “I Mappamondi”: «Ci si deve augurare che Sinnos faccia scuola e che insegnanti sempre più numerosi ricorrano a questi preziosi strumenti di efficace promozione di una civiltà plurilinguistica e pluriculturale, che è una necessità per il nostro mondo».

Andersen, Giugno 2007, Motivazione Premio Andersen al progetto editoriale e culturale: «Per un progetto editoriale ricco, composito ed eticamente coraggioso, capace di dare voce alle letterature del mondo costruendo un catalogo bilingue per l’intercultura e di trattare con misura temi di stringente attualità: dalla Costituzione alle difficoltà di lettura, alla mafia».

Andersen, Giugno 2007: «Nel 1990 nasceva da un gruppo di detenuti del carcere di Rebibbia e da alcuni volontari la cooperativa sociale Sinnos. Sono passati più di 15 anni e la scommessa di quel gruppo di amici e detenuti ha proceduto a suon di rilanci, complessivamente vincenti».

L’Unità, Ottobre 2009: «La Sinnos, piccola ma gloriosa casa editrice romana».

Corriere della sera, Ottobre 2010: « [I libri spediamoli a scuola]: l’iniziativa di Sinnos e di Della Passarelli è talmente semplice da risultare eversiva».

Corriere della sera, Dicembre 2010: «Sinnos, vent’anni per comunicare in tutte le lingue».

La Repubblica, Settembre 2011: «Da quasi due decenni Sinnos racconta con libri in doppia lingua i bimbi immigrati».

Citando i nostri libri:

D donna, Marzo 2006, su La scelta: «Questo libro per ragazzi ha molti pregi: il tema, il tono, la semplicità, l’assenza di retorica».

L’Unità, Aprile 2006, su La scelta: «Per tutti un piccolo capolavoro. Una storia di fratelli, di mafia, di poesia e di coraggio: La scelta».

Il Venerdì di Repubblica, Dicembre 2006, su Bellosguardo: «Racconto di quando a emigrare eravamo noi che potrebbe forse modificare gli sguardi degli attuali piccoli italiani verso chi oggi immigra nelle nostre città».

Panorama, Luglio 2007 su Roma a tutto mondo: «Volete provare una cena a base di specialità dell’Abissinia? Vi tenta l’idea di farvi decorare mani e piedi con un disegno all’hennè? Nella Roma multietnica si può trovare l’indirizzo giusto per ciascuna di queste esigenze e anche di più: a segnalarlo è una Guida, Roma a tutto Mondo».

Famiglia cristiana, Febbraio 2008, su Tina e i diritti dei bambini: «È possibile parlare ai bambini più piccoli di temi come i diritti, le convenzioni internazionali, le differenze tra i Paesi del mondo? Si è spinti a rispondere di sì sfogliando Tina e i diritti dei bambini».

Io donna, Maggio 2008, su Lorenzo e la Costituzione: «L’obiettivo è far comprendere e assimilare ai cittadini di domani le regole di una civile convivenza».

Il Messaggero, Marzo 2009, su Le altre Cenerentole: «Ecco un bel modo di fare intercultura. È in un piccolo, prezioso albo: Le altre Cenerentole».

La Stampa, Luglio 2009 su Storie dei cieli del mondo: «Quelli della notte… i bambini incantati da Storie dei cieli del mondo».

Il Sole 24ore, Aprile 2010, su Piano forte: «Un libro con la colonna sonora tra i vincitori del Premio Elsa Morante Ragazzi».

La Repubblica, Dicembre 2010, sull’Assaggenda: «Sinnos, in un’agenda il dialogo fra le culture».

Corriere della sera, Dicembre 2010 sul Calendario: «Della parola interculturale loro ne hanno fatto… un calendario».

Il Messaggero, Gennaio 2011 su Una stella: «Un libro speciale, una vera epifania».