I mondi e gli eroi imperfetti di Stefan Boonen

Stefan Boonen è un importante autore fiammingo, praticamente di casa qui in Sinnos. Uno scrittore che ha una lingua, una forma e uno stile con i quali dà vita a storie capaci di catturare l’attenzione di chi legge.

Dei grandi, perché le sue storie hanno diversi livelli di lettura e possono risvegliare parti della vita passata; ma anche aprire a riflessioni che forse solo la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza riesce a suscitare. Dei piccoli, perché – oltre a tutto questo – al centro di queste storie mette bambini e bambine, raccontando situazioni ed esperienze che, in un modo o nell’altro, sono vicine al loro vissuto. 

Poi è chiaro: è difficile trovare bambini campioni di “Salto dei Tre Secchi e Un Gatto” come lo stuntman Max Halters, oppure dotati di un’immaginazione sfrenata come quella di Teo, talmente travolgente da dare vita – letteralmente – a mammut, conigli dai denti a sciabola e tribù di kraggak… È difficile, ma non impossibile…

Raccontare le emozioni attraverso narrativa e fumetti: Max, Teo e Leo

I disegni frizzanti e dinamici di Melvin si sposano perfettamente con lo stile irriverente e brillante di Boonen, conferendo tridimensionalità e vita ai personaggi di Weekend con la nonna, Mammut!, Campo Bravo, Max Halters e Io e Leo. I protagonisti di questi libri sono bambini con caratteri complessi, con pregi e difetti, qualità, limiti e insicurezze. Sono eroi imperfetti che riescono a ricavare del buono dalle proprie debolezze. È così che il distratto Teo, ad esempio, trova nell’immaginazione più sfrenata uno strumento di evasione da una quotidianità opprimente, fatta di impegni, costrizioni e mancanza di affetto.

Leo, invece, (protagonista di Io e leo, romanzo finalista del Premio Cento 2022 di cui avevamo scritto QUI) si risveglia una mattina con la consapevolezza di aver perso se stesso. Ad aiutarlo nella sua ricerca di sé è un Max Halters (stuntman già protagonista dell’omonimo libro, di cui avevamo parlato QUI) in una veste inedita: adulto, invecchiato, alle prese con una vita tutt’altro che idilliaca.

“Ti sei perso?”, gli chiese. Leo scosse la testa. “No, non è quello” . “Oh. E cos’è allora?”.

È che ho perso me stesso!”. “Ah, in quel senso? A volte capita anche a me…”.

A bordo del suo immancabile carrello, Max conduce Leo nei meandri della città. La loro avventura è segnata dall’incontro con figure eccentriche, grazie alle quali i due amici scoprono nuovi punti di vista sul mondo. È così che Leo impara l’importanza di conoscere se stesso e ascoltare davvero quello che prova, in un momento in cui il dolore potrebbe prendere il sopravvento.

Boonen non ha paura di scardinare i luoghi comuni della narrativa per ragazzi e ragazze, e osare raccontando stati d’animo che troppo spesso vengono allontanati a forza. Anche quando basterebbe, più semplicemente, affrontare queste emozioni di petto, lasciando a loro la possibilità di presentarsi, di esprimersi, magari di sfogarsi anche un po’. E a noi il tempo di accettarle, imparando a conviverci pacificamente.

Gli animali di Appel e Boonen

Boonen è un autore estremamente versatile, e nel corso della sua lunga carriera si è cimentato anche nella scrittura di albi illustrati e romanzi, sempre sostenuto da abilissimi illustratori.

Insieme a Federico Appel in E se fossi una tigre e Ma il leone non c’era sono riusciti a costruire due storie di bambini che ci parlano attraverso gli animali. Leggendo E se fossi una tigre? siamo costretti a chiederci in che modo vogliamo affrontare le nostre paure: le accettiamo per imparare a conviverci, oppure le facciamo vivere anche agli altri intorno a noi? Questo albo riesce a parlare in maniera leggera e ironica della gentilezza necessaria nel nostro rapporto con gli altri, e dell’ugualmente necessaria sicurezza in se stessi che ognuno deve avere.

In modo altrettanto ironico, e piuttosto irriverente, in Ma il leone non c’era si parla del rapporto che abbiamo con gli altri e delle aspettative che ci creiamo su di loro. Dietro a una folla di passanti ed animali, una giungla di macchine e palazzi, e in mezzo a paesaggi naturalistici magici, a volte riusciamo vedere solo cosa ci manca (in questo caso un leone). In un albo che illustra come a volte può essere facile perdersi e non vedere quello che si ha sotto il naso, a fine giornata ci mostra che a volte va bene non vedere soddisfatte tutte le proprie aspettative.

Ondina e la ricerca di una casa

In Ondina. La cercatrice di Boscobruno il tratto dell’illustratore Tom Schoonooghe è semplice e persino essenziale, con figure stilizzate che rimandano immediatamente ai disegni dei bambini. In questo modo la narrazione viene inserita in una dimensione che traspira infantilità e giocosità, restituendo quel senso di spensieratezza tipico delle fiabe.

In questo caso Boonen si confronta, come in Io e Leo, con la forma del romanzo, raccontando un personaggio ricco di carisma e vivacità, che fin dall’aspetto ricorda da vicino la leggendaria Pippi Calzelunghe. Ritrovatasi dispersa sulla riva di un fiume, Ondina è alla ricerca di una nuova casa nel paese di Boscobruno. Nel suo viaggio si imbatte nei vari abitanti della comunità, stringe nuove amicizie e impara a convivere con figure apparentemente ostili. Apprendendo, in questo modo, il reale valore dell’amicizia, il vero significato delle parole “casa” e “famiglia”.

La storia di Ondina, una ragazzina trascinata sulla terraferma da un fiume, diventa così una favola atipica, corale, ricca di personaggi sopra le righe: un panettiere con undici figli maschi, una guardaboschi violenta, una zia perfida, un orso affamato… Il suo viaggio si trasforma in una grande avventura all’insegna del senso di comunità e della cooperazione con gli altri. Nella ricerca, cioè, di una casa nel senso più lato – e vero – del termine.

Il tour in Italia 2026

A Ottobre 2026 Stefan Boonen tornerà in Italia per incontrare lettori e lettrici sui suoi libri e sull’ultimo romanzo Ondina. Il tour romano, dal 13 al 16 ottobre, toccherà librerie per ragazzi (in collaborazione con il circuito Cleio), scuole e prevederà un incontro per il Master STeLIA dell’Università Roma Tre dedicato alla letteratura per bambini e bambine. In collaborazione con il Flanders Literature.

(Grazie a Ulisse Cavallari per questo approfondimento)