Gemelliamoci

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Io leggo perchè è un progetto semplice: si tratta di attivare gemellaggi tra scuole e librerie (ci sono anche le biblioteche aziendali volendo) e dare vita a un circolo virtuoso affinché i cittadini, dal fornaio alla dentista, acquistino libri per la biblioteca della scuola.

Tutti possono iscriversi sulla piattaforma per diventare MESSAGGERI e quindi persone che possono agevolare e promuovere i gemellaggi. Naturalmente DEVONO iscriversi LIBRERIE E SCUOLE perché possano gemellarsi.

Se tutto va bene, e se si acquisteranno tanti libri, allora l’AIE sosterrà il progetto per 3 anni, promuovendolo, sostenendone la comunicazione affinché tutti possano conoscerlo e scegliere di attivarlo. Quindi tutti noi adulti responsabili, che vogliono crescere lettori consapevoli , capaci di decodificare complessità, e di leggere il mondo e loro stessi, dobbiamo darci da fare perchè prenda vita e sostanza. Come dice la nostra Costituzione in quel meraviglioso articolo 4: Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Diamoci da fare dunque.

C’è solo una cosa che non condividiamo, aggiunta da AIE per questo nuovo progetto – e non siamo i soli. La parte che prevede la donazione di libri da parte degli editori. La motivazione sembra sia mediatica. Ma forse, tra le tante, una potrebbe essere quella che Mondadori e Rizzoli debbano rispondere alla richiesta dell’Antitrust (insieme ad altre richieste che condizionano la fusione) di donazione di 1.000.000 di libri per scuole e biblioteche?

Sul concetto di donare libri ci siamo espressi molte volte. Crediamo che biblioteche, scuole, associazioni che pensano che i libri siano indispensabili per il proprio lavoro, debbano pretendere che ci siano fondi per acquistarli. I libri si possono donare grazie a progetti mirati, a bandi. Ma sono libri che vengono comunque acquistati. Come è accaduto per In vitro, ad esempio.

Conosciamo Associazioni, come A Roma insieme –Leda Colombini che hanno presentato progetti e acquisito fondi per la Biblioteca nel nido di Rebibbia penale. Ecco: questa “piccola” testimonianza dovrebbe essere esempio per tutti.

Perché se i libri non si comprano, se non si va in libreria a farlo, se non si attivano circoli virtuosi come quello che promuove il cuore di #IOLEGGOPERCHÈ (donazioni a parte) i libri perdono valore. Gli editori non possono più selezionare scegliere e progettare. E ci ritroviamo libri tutti uguali.

Gemelliamoci allora, mettiamo in contatto librerie e scuole perché facciano ottime liste di titoli e perché coinvolgano i cittadini all’acquisto. Per crescere lettori e paese.