Martin lo scheletro di Triinu Laan con le illustrazioni di Marja-Liisa Plats e la traduzione di Daniele Monticelli ha vinto il Premio Andersen 2025 come Miglior Libro 9-12 anni: vi raccontiamo la cerimonia di premiazione a Genova!
Il Premio Andersen 2025
Martin lo scheletro è un libro che arriva dall’Estonia, che abbiamo conosciuto grazie al progetto europeo OLL La nostra piccola biblioteca: è una storia che riesce a raccontare con tenerezza e sensibilità gli affetti, i sentimenti più profondi, la vita. Ironia e profondità si alternano nelle iconiche avventure dei protagonisti avvicinando due generazioni, quella dei nonni e dei nipoti, attraverso il legame con Martin e i piccoli gesti.
Questa la motivazione del Premio 2025 come Miglior libro 9 -12 anni:
Per una raccolta di brevi storie permeate da levità profonda, capaci di raccontare con delicata spontaneità lo scorrere – inesorabile ma non per questo triste – dell’esistenza. Per l’originalità dello spunto narrativo e della prospettiva da cui la storia è raccontata; per il perfetto accordo che lega testo e illustrazioni, tra atmosfere pacate e colori fluo.
La cerimonia e la festa
L’autrice estone Triinu Lan, arrivata un paio di giorni prima della cerimonia per un laboratorio alla Biblioteca De Amicis, ci ha accolti con gli occhi ridenti e grati: è stata accolta e coccolata dalla comunità degli Andersen e sappiamo tutti che significa avere un trattamento speciale.
Speciale è la cerimonia del Premio, un premio un po’ unico: una giuria di esperti, tante categorie, una sorta di restituzione del lavoro della filiera dell’editoria italiana (dalle librerie indipendenti, passando per i traduttori e le traduttrici, per arrivare agli autori e alle autrici di immagini e di parole). Riconoscendo chi promuove la circolazione dei buoni libri e l’educazione alla lettura. Quest’anno è toccato a Paolo Cesari ricevere questo premio: il suo ringraziamento è stato pacato e potente nel raccontare e delineare in poche parole un paese fatto di tante persone che sono come “i bastoncini dello zucchero filato” perché attorno a loro costruiscono con tenacia e delicatezza, pensiero e immaginazione.
Il lavoro della giuria non è lavoro facile perché i buoni libri non sono pochi. Anche se sommersi dai tanti, troppi libri: una frenesia editoriale che necessariamente produce tanta mediocrità. Ma non possiamo farci nulla, se non scegliere con cura i libri che pubblichiamo. E quando siamo accolti anche noi dalla comunità degli Andersen è una vera festa, condivisa, emozionante e profonda.
Difficile riportare tutto quanto accaduto, le parole di Pino Boero, Walter Fochesato, leggere e pertinenti, gli sguardi tra tutti gli Andersen, complici e ironici sotto lo sguardo di Gualtiero Schiaffino, tante volte citato. Che alla cena gli autori stranieri ci chiedevano di lui, e tutti a ricordare aneddoti e situazioni, ma a sottolineare che dietro l’ironia e lo scherzo c’era la capacità unica di trovare risorse, di organizzare (il Premio Andersen! la rivista che ci segue con cura, le tante competenze messe insieme!).
Tutti e tutte ci siamo emozionate a salire su quel palco nella bellissima Sala del Piccolo Consiglio a Palazzo Ducale.
Eppure, ce lo siamo detti anche ieri sera, a bere tutti assieme, è una emozione provocata dal sentirsi un gruppo coeso, che condivide e si riconosce. E si esulta ai riconoscimenti per gli altri – e ci si fotografa anche con un libro premiato di un autore “storico” Sinnos – con l’editore che ha appena pubblicato un suo romanzo.
Martin: dall’Estonia a Genova
Martin, insieme a Triinu, è stato accolto non solo dalla comunità degli Andersen, ma da Genova, da una biblioteca preziosa e speciale, la De Amicis.
È stato accolto da bambine e bambini che hanno scoperto l’Estonia, un modo di vivere diverso, sono stati un po’ il vecchietto e la vecchietta e hanno sentito che siamo mortali, e questo non sempre è una tragedia. Ma la fine di una vita può essere lieve, e c’è un nuovo mondo alle porte. E con Andersen il nuovo mondo lo vediamo: quello che porta dentro Roberto e Gianna Denti, Gualtiero Schiaffino, Francesco Langella. Non siamo eterni, ma quanto possiamo lasciare!
Mentre seguivamo la cerimonia, qualcuno di noi seguiva l’orrore di Gaza. Che intollerabile differenza tra quello che stavamo vivendo e le notizie degli attacchi dell’esercito del governo israeliano ha ucciso ancora bambini e bambine. Alla cerimonia dell’Andersen, ieri 24 maggio, il sudario simbolico è stato presente dall’inizio alla fine. Un gesto simbolico che ieri ha attraversato tutto il nostro Paese.
Grati agli Andersen anche per questo.





