Perché donare libri alle scuole?

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Siamo contrari a regalare i libri alle scuole e sosteniamo ##ioleggoperché in tutte le sue forme (anche perché è progetto nato proprio in seno al gruppo ragazzi di AIE di cui facciamo parte) TRANNE nel cosiddetto “raddoppio” ovvero nella donazione degli editori. Eppure da anni abbiamo un progetto – Le Biblioteche di Antonio – che dona libri alle scuole che dimostrino di non avere accesso ai libri e alla lettura e che abbia un progetto di biblioteca scolastica. Siamo incoerenti?

Logo del progetto Le Biblioteche di Antonio

I libri vanno acquistati
Dietro un libro c’è il lavoro di molte persone: dagli autori ai librai, passando per gli editori. Il libro è e ha un valore. Le scuole (luogo principe, dove i libri dovrebbero essere tanti, diversi, accessibili a tutti) devono poter avere fondi, spazi e tempo per leggere.
Andiamo con ordine. Normalmente, a parte alcuni casi eccezionali, i libri donati alle scuole sono purtroppo frutto di svuotamento di cantine o magazzini. E c’è di più: ci capita spesso di ricevere mail di richiesta di libri in dono da parte delle scuole “anche se fallati”, ovvero rovinati. Dunque il concetto che il libro valga poco è purtroppo concetto che esiste e che è anche pericolosamente diffuso. Ma c’è anche un grandissimo bisogno di libri da parte degli insegnanti.

E veniamo subito alla scuola che ha ottenuto la fornitura dei libri per le Biblioteche di Antonio 2019:
«“Professoré, quando arrivano ‘sti libri?”. Aspettavamo tutti insieme dei libri: libri belli, densi, adatti alla loro età, con illustrazioni che fanno sognare e parole che riempiono il cuore. Attendavamo fiduciosi. Un giorno è arrivato uno scatolone pieno di libri. Decine di libri! Ci abbiamo messo un po’ a capire che avevamo in mano libri in francese stampati 50 anni fai». Questo l’incipit della presentazione del progetto che è arrivato, insieme a tanti altri, dall’I.C. Teramo 5 “Falcone Borsellino”.

Quello che abbiamo letto è fatto grave perché non solo dei ragazzi sono stati delusi, ma dà conto di quanto i nostri adulti (non tutti per fortuna) diano scarso valore alla lettura a scuola e quanto sappiano poco o niente di letteratura per ragazzi. L’azione di donare libri senza un criterio è dunque azione poco efficace e vuota di senso, perché svaluta inevitabilmente il libro. Dobbiamo pretendere che le scuole abbiano fondi, spazio e tempo per leggere buoni libri.

Quando regaliamo un libro lo scegliamo
Quando regaliamo un libro, quando lo acquistiamo, lo scegliamo pensando alla persona che lo riceve.
La disattenzione alla scelta dei libri che si donano provoca non solo delusione ma anche un danno grave perché toglie valore ai libri stessi.
I libri che doniamo per le Biblioteche di Antonio li acquistiamo. Accade che alcuni editori decidano di donarli, e di questo siamo grati naturalmente: lo fanno avendo cura della selezione, avendo cura di valutarla in base alla scuola a cui vanno. La selezione che facciamo per i libri delle Biblioteche di Antonio viene fatta in base alla qualità delle proposte e mescola libri di catalogo e novità. Perché l‘editore che arriva con i suoi libri nella scuola abbia quanto più possibile modo di mostrare il proprio progetto editoriale.

Partecipare alla crescita di democrazia
È faticoso. È più facile lamentarsi, attribuire ad altri le colpe della mancanza di servizi. La politica, le istituzioni hanno grande responsabilità e con progetti come Le Biblioteche di Antonio, o #ioleggoperché, non vogliamo togliere loro le castagne dal fuoco. Vogliamo sollecitarle e intanto EDUCARE ALLA LETTURA. Sostenere le scuole e gli insegnanti che vogliono crescere cervelli che leggono. Sostenere l’esercizio di una lettura profonda che vaccina contro la manipolazione di false notizie, che aiuta a vivere con pienezza, con ragione e sentimento perché attiva il nostro cervello come null’altro può fare. Dobbiamo partecipare, contribuire, contestare se serve.

Ci spiace non poter sostenere tutte le tante scuole che hanno fatto richiesta delle Biblioteche di Antonio, per fortuna possono partecipare a #Ioleggoperchè e attivare un circolo virtuoso che chiami tutta la cittadinanza a contribuire allo sviluppo di una biblioteca scolastica.
Partecipiamo aderendo a organizzazioni come Ibby Italia. E proprio nello spirito di Jella Lepman – in questi giorni si festeggiano i 70 anni dalla nascita della Internationale Jugendbibliothek – vi lasciamo di nuovo con un pezzo tratto dal progetto dell’I.C. Falcone e Borsellino di Teramo curato dalla professoressa Francesca De Gregoriis, che sottolinea quanto i libri siano indispensabili per ricostruire dalle macerie
«Il plesso è sorto in seguito al sisma del 2016 per rispondere alla esigenza di accogliere bambini provenienti dai comuni più colpiti, le cui scuole sono state fortemente danneggiate. Tra le difficoltà più grandi a scuola, al momento, c’è la totale assenza di libri per ragazzi, in un contesto cittadino che non offre efficienti servizi bibliotecari».

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