Jella Lepman e il giorno della memoria

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Ci stanno invitando in scuole e biblioteche per parlare di Jella Lepman, in occasione del giorno della memoria. Consapevoli che il giorno della memoria sia un giorno da dedicare alle vittime dell’olocausto, ricordando quel 27 gennaio 1945 in cui fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz, ci fa piacere che proprio intorno a questa data si voglia ricordare il senso dell’impegno di una donna, Jella Lepman, che ha creduto nel valore dei libri e della lettura, partendo dai bambini e dalle bambine. Il libro che ne parla è ormai in esaurimento, ma a settembre ci sarà una nuova edizione, aggiornata e ricca di immagini.

Jella Lepman, ebrea tedesca fuggita dal nazismo e approdata negli Stati Uniti dopo varie traversie, torna nel suo paese di origine alla fine della guerra come “esperta dei bisogni culturali ed educativi delle donne e dei bambini” per “rieducare”, per far sì che quel paese riprendesse la sua strada nel solco della democrazia e della partecipazione. Decise che solo i libri per bambine e bambine, avrebbero potuto far ripartire la Germania dopo l’orrore del nazismo e che “i bambini avrebbero mostrato agli adulti la strada da percorrere” per rimettere il “mondo sottosopra” nel verso giusto.

La Germania nazista faceva roghi dei libri. Aveva azzerato quasiasi possibilità di pensiero. È questo che fanno le dittature.

In questi giorni si è aperta una riflessione, grazie anche al bel contributo di Nicola Lagioia su La Repubblica, sul fatto che a due mesi dal voto nessuno degli schieramenti politici abbia indicato le proprie idee per favorire quella che si può definire la “battaglia per la lettura”. E vengono indicati 5 punti chiave tra cui scuole, librerie e biblioteche

Naturalmente è azzardato e improprio il collegamento tra una dittatura che brucia i libri e una politica di un paese democratico che non se ne cura. Però sappiamo che nei paesi dove la lettura è praticata, dove ci sono biblioteche di pubblica lettura, biblioteche scolastiche, librerie indipendenti e politiche a sostegno della lettura, c’è maggiore partecipazione, crescita economica, minori conflitti sociali.

Mettere a sistema le buone pratiche (tante!) presenti in tutta Italia, far sì che libri e lettura siano accessibili a tutti, che i nostri bambini e bambine siano fin da subito abituati a leggere perchè possano decodificare, comprendere e attraversare il mondo e la vita capaci di scegliere, prendere tempo, immaginare, avere relazioni con se stessi e gli altri positive e rispettose è nodo centrale della vita di una democrazia. Ci vuole una legge. E ci vuole l’impegno di tutti. Anche di noi cittadini che tra poco saremo chiamati a scegliere i nostrri rappresentanti in parlamento.

Noi intanto continuiamo a fare il nostro lavoro, a cercare buoni libri, a promuoverli, a farli leggere e a tessere alleanze con chi ha a cuore e crede in questo. E amiamo raccontare la storia di Jella Lepman e di come sia riuscita a costruire la più grande biblioteca per ragazzi del mondo e una organizzazione internazionale – IBBY – che opera per far arrivare libri e lettura dove non ci sono. e che ha ha posto come prioritario il tema lettura per rimettere in piedi un paese.

L’impaginazione dei brani tratti dal libro La strada di Jella. Prima fermata Monaco sono stati realizzati da Ibby Italia per la mostra Un ponte di LIbri