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Amici di Imola aiutateci a trovare una scuola per il gemelaggio con GiuGiù-Libreria dei Ragazzi in Via Emilia 223, Imola (BO).
Scriveteli: libreriagiugiu@mac.com o chiamateli: 0542.21949.
Contiamo su di voi!
Amici di Imola aiutateci a trovare una scuola per il gemelaggio con GiuGiù-Libreria dei Ragazzi in Via Emilia 223, Imola (BO).
Scriveteli: libreriagiugiu@mac.com o chiamateli: 0542.21949.
Contiamo su di voi!
Vi segnalo questo articolo uscito su Repubblica giovedì 12 gennaio: vogliamo chiedere al nuovo Ministro dell’Istruzione di pensare ai l ibri e alle biblioteche??
RAFFAELE SIMONE
Due spettri s´aggirano per le scuole italiane: la lavagna interattiva e il tablet. Il primo è un apparecchio del tipo dell´iPad, che si collega in rete e permette di leggere, ascoltare, vedere, scrivere, calcolare più o meno come un computer, con la differenza che pesa solo qualche centinaio di grammi. La lavagna interattiva è un grande display che sembra una lavagna: ci si scrive con una penna speciale o col dito e quel che si scrive si può salvare, modificare, spedire… Da un po´ di tempo qualcuno ha stabilito che sono il futuro della scuola: nessuno sa di preciso chi abbia preso questa decisione ma sta di fatto che, appena un ministro s´installa, dichiara che i due gadget sono indispensabili. Il ministro Profumo non fa eccezione: quando, appena arrivato, ha scoperto (dati Istat 2009) che a scuola (non a casa) i ragazzi che usano il computer sono solo il 4%, ha annunciato che, per rendere la scuola italiana più “moderna e visionaria”, punta sulla diffusione di lavagna interattiva e tablet.
Quanto alla lavagna interattiva, basta vederla in funzione per capire che è un gadget inutile e fragilissimo. Il suo lavoro non è molto diverso da quello di una lavagna normale, quasi solo con la differenza che si può registrare quel che si è scritto. Il tablet è più insidioso: date le sue maggiori possibilità di uso (contiene libri elettronici e può operare come blocco per appunti, terminale telematico, strumento di precisione e altro), ha un appeal a cui è difficile resistere. Inoltre, siccome è “connesso”, spinge facilmente a credere che apra finestre su un mondo illimitato.
Ma è davvero così? A parte l´entità dell´investimento necessario per realizzare il proposito del ministro, il dibattito internazionale su questi temi è molto vivo. Più di un analista dubita della reale utilità di queste risorse nella scuola: a Clifford Stoll (autore qualche anno fa del durissimo saggio Confessioni di un eretico highà-tech; Garzanti) s´è affiancato quest´anno Nicholas Carr con un libro (in Italia da Raffaello Cortina) dal titolo eloquente: Internet rende stupidi? (La sua ovvia risposta è: “Sì, e non poco”.) Altri argomenti ho portato io stesso in La Terza Fase.
In ritardo su tutti gli aspetti della modernità, la nostra scuola ha sempre mostrato la più candida accoglienza verso mode (tutte, inutile dirlo, di origine statunitense) che si sono esaurite in un batter d´occhi. A ricordarne alcune si entra nella più plumbea archeologia culturale. Negli anni Settanta subimmo l´inondazione del mito del test e della misurazione “oggettiva” delle prestazioni dei ragazzi; poi fu la volta degli “obiettivi didattici”, mediocre dottrina che costrinse per anni gli insegnanti a indicare ossessivamente gli “obiettivi” (scelti entro liste prestabilite) a cui la loro attività doveva puntare; infine la folle sbronza di “istruzione programmata”: in attesa dei computer (allora rarissimi) si progettavano noiosi fascicoli che ne scimmiottavano la logica. Ognuna di quelle ondate generò corsi di aggiornamento, investimenti e carta straccia, senza dire del subbuglio che produsse nei professionisti e le famiglie. L´apertura senza riserve a tablet e lavagne interattive (qualcuno studia anche le applicazioni educative del telefonino…) corre il rischio di essere un nuovo capitolo di questa storia di sudditanza.
La cultura digitale è di certo un fenomeno più importante delle mode precedenti. Ma, se non ci si può opporre alle innovazioni epocali, non è inevitabile accettarle senza sapere che cosa si sta facendo. Anche qui tra l´altro la nostra scuola arriva in ritardo: mancata (negli anni Ottanta) la fase iniziale dei pc, ignorato (negli anni Novanta) l´avvento della rete, ora cerca di acchiappare la pantera per la coda introducendo tablet a tappeto. Ma prima di fare una mossa simile è cruciale domandarsi che cosa comporta l´introduzione massiccia della cultura digitale nella scuola. Risorsa formidabile in alcuni impieghi ma pericolosa in altri, è una potenzialità ambivalente che richiede in ogni caso un governo e una gestione fermi e consapevoli. Basta menzionare un rischio tipico: la cultura digitale è uno dei più temibili moventi di interruzione della concentrazione che si siano mai presentati nella storia, e si sa quanto la concentrazione sia cruciale nell´apprendimento.
L´entusiasmo di un ministro o di qualche dirigente scolastico (che trova magari esaltante il fatto che i tablet liberino i ragazzi del pesante zaino) è una motivazione ancora troppo tenue per giustificare una tardiva e radicale digitalizzazione della scuola.
Cari tutti voi che ci seguite ormai da più di un anno! La nostra campagna sta procedendo e ci auguriamo che cresca sempre di più. Ci proponiamo per il prossimo anno di ripere una grande iniziativa pubblica,come quella del 4 maggio scorso, questa volta speriamo raddoppiata: Piazza Montecitorio a Roma e Palazzo Marino a Milano, grazie alla disponibilità di Francesca Archinto. In questo modo cercheremo di riaccendere i riflettori.
Chiediamo a tutti voi di segnalarci le scuole che più di altre hanno bisogno di libri: penso alle scuole che sono nei territori liguri, toscani e siciliani che hanno subito alluvioni. Ma anche ad altre realtà che non conosciamo e che hanno bei progetti di biblioteca scolastica che vogliono portare avanti. Saranno le scuole per le quali faremo acquistare libri nelle due iniziative primaverili, in collaborazione con librerie indipendenti.
Abbiamo scritto al sottosegratario all’Istruzione, Marco Rossi Doria, raccontandogli il nostro progetto e chiedendogli di partecipare, sia dandone notizia che magari mettendo in campo la possibilità di formazione per gli insegnanti sia sulla produzione italiana per ragazzi che sull’uso della biblioteca scolastica. A questo proposito speriamo presto di poter mettere sul sito un piccolo vademecum.
In attesa di una normativa ad hoc sul libro e sulle biblioteche scolastiche e pubbliche. Confidiamo sul grande lavoro del Forum del libro che sta lavorando ad una proposta di legge popolare sul libro e lettura. Ve ne daremo notizie.
Scriveteci, dateci suggerimenti e soprattutto gemellatevi, librerie e scuole, per far crescere lettori e costruire futuro.
Buon Anno a tutti!
Consegnata la VI Biblioteca di Antonio! 338 libri per bambini e ragazzi di tanti editori diversi (Nuove Edizioni Romane, Rizzoli, Orecchio Acerbo, Beisler, Babalibri, San Paolo, naturalmente Sinnos e molti altri) sono stati consegnati alla Direzione Didattica Statale di Vairano Patenora (Caserta) scelta tra i diversi progetti arrivati in casa editrice per questa edizione 2011. Il progetto è stato elaborato dai bambini stessi, attraverso disegni e scritti che descrivono il loro territorio e l’idea forte che “avere tanti libri è come scoprire tanti mondi”. Come spesso avviene in Italia la biblioteca scolastica esistente è frutto dell’impegno degli insegnanti e di una dirigenza scolastica illuminata. I bambini hanno sottolineato che nel loro paese non esistono librerie né biblioteche, “dove i bambini hanno a disposizione uno spazio tutto loro per sfogliare i libri, leggere qualche pagina con calma e decidere cosa acquistare”. Il loro desiderio è quello di avere la possibilità di leggere e prendere in prestito libri, tanti libri diversi. Crediamo sia doveroso da parte di tutti noi adulti rispondere a questo desiderio perché crescere lettori è una bella e grande responsabilità.
Impegno della scuola è quello di dedicare uno spazio più ampio alla biblioteca esistente che “ha tanti scaffali vuoti” e di aprire la biblioteca alla cittadinanza nel pomeriggio.
Siamo felici di poter donare i libri di questa VI Edizione a questa scuola, anche se ci piacerebbe fare molto di più. Per questo, con il progetto: I libri? Spediamoli a scuola! Abbiamo segnalato le altre scuole che hanno fatto richiesta della donazione alle librerie indipendenti italiane.
Nel frattemo Il progetto I libri? Spediamoli a scuola! ha 80 librerie aderenti e nuove scuole si stanno gemellando! Diamo il benvenuto quindi alla scuola “Martiri della libertà” di Treviso, alla scuola materna “Santa Maria” di Olbia, all’Istituto comprensivo “A. Matiz” di Paluzza (Udine)!
E presto nuovi appuntamenti, per crescere lettori e contagiare la passione per i libri!!!
Si è svolta a Matera nei giorni del 21 e 22 ottobre l’ottava edizione del Forum del Libro, che ha avuto come tema LEGGERE IN EUROPA. Come sempre il Forum offre la possibiltà di scambiare conoscenze e pratiche e soprattutto di approndire argomenti legati al libro e alla promozione alla lettura. Partecipare al Forum è una esperienza bellissima che ti fa tornare a casa con molta ricchezza di contenuti ed entusiasmo. L’obiettivo del Forum del Libro è ambizioso: proporre una legge di iniziativa popolare per promuovere il libro e la lettura. Quest’anno abbiamo ascoltato l’esperienza spagnola della legge sul libro e del “Plan de fomento de la lectura” (già il nome è bello!) e l’esperienza di un editore francese, Gallimard, con il bilancio di trent’anni di legge sul libro.
Trovate tutto sul sito http://www.forumdellibro.org.
Per quanto riguarda la proposta di legge popolare l’intento del Forum è quello di mobilitare tutti coloro che hanno a cuore libri e lettura in una raccolta di firme per avere anche noi, come Francia, Germania, Spagna e molti altri paesi, una legge che riconosca il libro e la lettura come mezzi essenziali per elaborare, comunicare e condividere conoscienze. E – come riconosciuto nei paesi citati – che la promozione delal lettura “è un obiettivo condivisibile non solo da parte dei lettori dei libri ma anche di tutti coloro a cui sta a cuore lo sviluppo economico e sociale del nostro paese” (cito dal documento presentato dal Forum a Matera).
Chi intende partecipare alla discussione e fornire un contributo con le sue riflessioni e le sue proposte – sulla proposta di legge il forum proseguirà il lavoro nelle prossime settimane – può inviare un messaggio a info@forumdellilbro.org e chiedere l’abilitazione per accedere al sito www.legge-rete.net dove si è sviluppata la discussione promossa dal Forum.
Si tratta di proseguire il nostro impegno e il nostro lavoro (tutti noi che crediamo fermamente nel valore dei libri), con speranza e fiducia.
A leggere “Repubblica” domenica non poteva non salire un forte senso di preoccupazione (e rabbia!). Però abbiamo anche “trovato”, grazie a Loredana Lipperini, una bella segnalazione del nostro progetto I libri? Spediamoli a scuola! Davvero, ricominciamo dai bambini.
Il progetto I LIBRI? SPEDIAMOLI A SCUOLA! ha ricominciato alla grande anche quest’anno! Stanno arrivando le nuove adesioni delle librerie e delle scuole. Siamo contentissimi
Continuate a parlarne e promuoveteci pure con la nostra pagina fan per il progetto cliccando “mi piace”. http://www.facebook.com/pages/I-LIBRI-SPEDIAMOLI-A-SCUOLA/263385720367984
Pubblicate le foto degli azionisti, delle librerie, scuole che aderiscono e teneteci informati. GRAZIE!!!
Grazie alla bella iniziativa di Giuseppe Laterza, alcuni licei italiani diventeranno una piazza dove incontrarsi per parlare di storia, spettacolo, filosofia, scienze e attualità. Troverete tutte le informazioni sul sito: http://www.agorascuolalaterza.it Queste sono davvero belle notizie, di quelle di cui abbiamo un gran bisogno per continuare a credere nella possibililta’ di costruire futuro, a partire soprattutto dalla scuola pubblica.
LA MANOVRA FINANZIARIA DI LUGLIO INTENDE AZZERARE IL PERSONALE DOCENTE UTILIZZATO NELLE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE PER DESTINARLO A COMPITI AMMINISTRATIVI
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo breve post di Donatella Di Nardo Docente bibliotecaria della Scuola Cavalcanti di Sesto Fiorentino
Speriamo di ricevere altri contributi su questo argomento, che vede il taglio della definitiva possibilità che all’interno delle nostre scuole possano esserci le Biblioteche. Drammatico. Perché si tagliano le gambe al nostro futuro. Noi andiamo avanti con la nostra campagna.
Cari tutti ,
ho pensato e ripensato a come sintetizzare questa legge iniqua e vessatoria: parlare a nome di tutte le realtà scolastiche però non mi riesce…….
Mi sento invece di portare all’attenzione di tutti la nostra testimonianza come scuola Cavalcanti di Sesto Fiorentino.
Con un grande spirito di gruppo la Biblioteca Scolastica è cresciuta e si è conquistata il gradimento dei ragazzi e delle famiglie; ha permesso alle classi di conoscere testi e autori, di promuovere progetti lettura, di guadagnare lettori anche tra ragazzini molto diffidenti…. è questo il messaggio che vorrei passasse all’opinione pubblica.
Io credo fermamente nell’importanza di una Biblioteca Scolastica per ogni scuola con una docente responsabile, un Progetto Biblioteca inserito nel POF della scuola, una Commissione Biblioteca che collabora alla realizzazione del progetto/lettura.
La scuola Cavalcanti si è mossa sempre verso questo modello organizzativo che vedeva la Biblioteca Scolastica come parte integrante del processo educativo. E tutto ciò che in 11 anni di lavoro avevo realizzato con un colpo di spugna è stato cancellato dalla legge finanziaria
«Che volete che sia una piccola biblioteca dentro la scuola? E chi se ne importa se i ragazzi leggono o non leggono, oggi? No, mi sbaglio: meglio che non leggano, anzi che non sappiano leggere e possibilmente anche non pensare». Da “Le cattive notizie si moltiplicano” di Paola Zannoner
In un clima non facile… La scuola ha sempre meno risorse, e anche le biblioteche pubbliche. Nel frattempo e’ stata varata la legge sul libro, che blocca lo sconto (ma con molte eccezioni) sul prezzo del libro al 15%. Dispiace leggere (7 settembre scorso) che il Presidente dell’Aib vede con preoccupazione il taglio degli sconti. Consapevole della mancanza di una politica culturale che investe nelle biblioteche (come in altri paesi) pero’ sottolinea che senza sconti alti le biblioteche faranno ancor piu’ fatica ad acquistare i libri… E allora abbiamo riso con il bel pezzo di Derive e Approdi http://www.deriveapprodi.org/2011/07/salva-un-libro-uccidi-un-editore/ con la proposta di una campagna a favore del suicidio dell’editore. Sulla legge sul prezzo del libro vi segnaliamo il sito leggesulprezzodellibro.wordpress.com con fra l’altro una bella lettera al lettore di Pietro Biancardi. E ancora il lavoro del Forum per il libro e la lettura www.forumdellibro.org su una proposta di legge per la promozione alla lettura, www.legge-rete.net
Nel frattempo noi ricominciamo il nostro piccolo ma tenace lavoro di “formichine”, per continuare a portare libri, storie, immagini, saperi, conoscenze nelle scuole. Insieme a voi